mercoledì 9 marzo 2011

03: UN ANNO IN AMERICA...

[Premessa: è in ritardo ed è striminzito come post, ma avendo avuto da fare l'ho iniziato e non ho avuto più tempo di finirlo, e per come sono fatta io, man mano si va avanti  meno mi ricordo cosa volevo dire o il modo in cui dirlo. Spero mi perdonerete mi rifarò col prossimo post]
E' stato stranissimo ieri sera all' Hard Times Cafe, il bar che frequento, a mezzanotte e qualcosa realizzare che è esattamente un anno che sono negli Stati Uniti.
Ieri sera ero troppo stanca per scrivere un posto, anche se credo sarebbe stato sicuramente migliore di questo, ma ad ogni modo proverò a reimpostare i pensieri che mi passavano per la mente in macchina mentre stavo tornando a casa. Ci metto quasi 20 minuti e in quel lasso di tempo e di solito per non dormire faccio il resoconto della serata o a volte dell'intera giornata. Adoro guidare, soprattutto per le strade americane, se poi si tiene conto del cambio automatico, è proprio la perfezione!
Dopo la solita inutile introduzione, che oggi sembra essere meno lunga del solito, mi appresto a fare un resoconto di quest'ultimo mio anno.
Dunque come ho già detto nel Video Blog 82, l'unica cosa che rimpiango alla me stessa di un anno fa sono solo i chili in meno. Ricordo perfettamente quella notte tra il 7 e l'8 marzo: trascorsa in un bar dove di solito andavamo, come qualsiasi altra sera, come se niente stesse per succedere, il volo era previsto per le 7 di mattina. Ogni dettaglio era calcolato: alle 2 si partiva per andare da Frank, forneria aperta di notte dove di solito andavamo a mangiare pizzette o altro, per poi dirigerci verso l'aeroporto in modo da arrivare per le 5. Guidava il mio migliore amico, ovvero l'unico ad avere un van a 7 posti per poterci trasportare tutti. Ricordo perfettamente che non volevo tutta la mia famiglia con me, ma solo mia sorella e i miei amici. Da qual giorno è passato un anno e tante cose sono cambiate: la prima ad essere cambiata sono io. Non credo di essere migliorata molto a livello caratteriale, anche perché i problemi relazionali, dopo un anno sono sempre pressappoco gli stessi. Ho ancora problemi relativi alla mia impulsività e al fatto che ragiono troppo sulle cose e spesso mi è capitato di immaginare intrighi internazionali, anche laddove non c'erano. A dire il vero, la cosa buffa è che le cose più scombussolanti le ho scoperte proprio nel mezzo dei miei pensieri esageratamente complottisti, cioè ogni qual volta mi dicevo: "Ok, ora basta pensar male, saran mica tutti stronzi" ... Tack!
Ad ogni modo, mi rendo conto che di cose ne sono cambiate in un anno, anche quelle che sembravano impossibili da cambiare. Prima di finire in discorsi filosofici che non riguardano questo argomento chiudo il post. Si lo so, non è da me, ma ho aspettato troppo a scrivere e questo è il risultato, mi scuso!
Intanto mando il mio solito affettuosissimo Kissone dagli States!
Al Prossimo Blog!
Sandy

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